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La chiesa del Sacro Cuore

La Chiesa del Sacro Cuore di Gesù nasce da una storia controversa e ricca di avvenimenti, pur rimanendo uno dei templi più recenti della città di Gorizia. Il suo primo progetto viene ideato per sopperire alle nuove esigenze di un centro cittadino ampliato soprattutto dall'apertura della stazione meridionale. Da qui la necessità, da parte della Diocesi, di realizzare un nuovo tempio, richiesto, il 9 ottobre 1891, anche con una petizione firmata da duemila cittadini al Consiglio comunale di Gorizia. Il primo progetto per la chiesa fu depositato fu firmato dall'architetto goriziano Emilio Pelican e studiato e disegnato negli anni 1891-92 dal triestino, e specialista in costruzione di chiese, Enrico Nordio. Nell'idea originale si prevedeva una costruzione grandiosa, con pianta a croce latina, con tre navate longitudinali, la navata centrale più alta delle navate laterali e l'intersecazione del transetto sormontata da una cupola ottogonale alta 36 metri. La struttura doveva essere in stile ecclettico con elementi romantici e gotici. Ma le cose non andarono come previsto. La raccolta di fondi non ebbe infatti i frutti sperati e l'allora consiglio comunale, nella seduta dell'11 aprile 1896, si dichiarò sciolto da ogni obbligo nei confronti dell'edificazione della chiesa, compresa la concessione dell'ex terreno cimiteriale. La Prima guerra mondiale, unita ad una cronica mancanza di fondi, fece il resto e portò ad un'ulteriore interruzione dei lavori, che furono ripresi dopo molti anni. 

Finita la guerra fu costituito il "Comitato pro erigenda chiesa del sacro Cuore", su raccomandazione dell'arcivescovo Borgia Sedej. In attesa di recuperare i fondi necessari, nel 1922 venne restaurata la cripta, che fu riaperta al pubblico con l'assegnazione della stessa ai Gesuiti, che avevano nel palazzo attiguo il noviziato e lo scolasticato. Nello stesso periodo nacque l'esigenza di consacrare il tempio ai giovani caduti del precedente conflitto mondiale. A tal fine venne stanziato un cospicuo contributo governativo e furono affidati, all'architetto Max Fabiani, tre progetti, datati 1928, 1930 e 1931. Ma anche qui sorsero vari problemi, vista l'inconguenza tra le nuove finalità commemorative e la posa della prima pietra sotto gli auspici dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe primo. Quindi dal 1922 al 1934 un nuovo comitato cercò di portare avanti il progetto della chiesa per il Sacro cuore di Gesù, sempre ostacolati dalla scarsità dei mezzi e dall'enorme portata dell'iniziativa. La situazione cambiò nel 1934, per l'interessamento ad un quarto progetto di Fabiani da parte di monsignor Margotti e all'intervento dell’architetto Massimiliano Fabiani. Quest'ultimo, pur conservando la pianta originale, ridusse l'altezza della costruzione, togliendo anche la cupola e diede al complesso una forma più moderna. L'edificio fu realizzato dall’impresa Medeot di Mossa sotto la direzione del ing. Del Neri. La consacrazione ufficiale spettò a mons. Margotti il 15 giugno 1938.